Come hai conosciuto la vicenda del Neri e della Gianna?
L’ho conosciuta ormai molti anni fa, affondando in un libro edito da Nodo Libri e scritto da Giorgio Cavalleri. Poi ne ho approfondito la conoscenza leggendo altri testi, confrontandomi con alcuni ricercatori ed incontrando testimoni diretti di quell’epoca sognante e dolorosa, già “compagni di viaggio” del Neri e della Gianna. E’ una vicenda umana incredibile, dolcissima e straziante, il cui incontro non ti puo’ lasciare indifferente. Ho voluto raccontare la storia di un uomo e di una donna la cui esistenza terrena è stata – almeno nei loro ultimi tre anni di vita – la trama del romanzo piu’ avvincente che io riesca ad immaginare.
Sostieni di non avere ambizioni di carattere storico, ma non pensi che recuperare i sentimenti, le passioni e l’umanità di una vicenda passata sia fare vera storia?
Distinguo tra storia – scienza, fatta di dati empirici e di ricerca consapevole, e storia – racconto, in cui realtà ed invenzione si tessono nella narrazione di un evento per bocca o per penna del popolo. Se anche questa seconda storia è “vera”, come la chiami tu, allora è certamente possibile. Ma scrivere canzoni ti solleva comunque dalla responsabilità di offrire delle verità ed io non ho davvero la benché minima intenzione di insegnare qualcosa. Canto e suono perchè questo mi fa sentire più sereno, non perché mi dia una qualche autorevolezza.
Nell’affrontare una vicenda così imbarazzante hai valutato il rischio di inevitabili travisamenti e strumentalizzazioni politiche?
Le provocazioni revisioniste, i travisamenti consapevoli, le strumentalizzazioni interessate, sono la voce di chi finge di non capire con lo scopo di smettere di vergognarsi. Io posso e voglio parlare di questa “Storia Sbagliata” perché ne discendo, perché appartengo a quelli che – voltandosi indietro – non arrossiscono. La Gianna ed il Neri, in quanto partigiani combattenti, sono stati, sono e saranno patrimonio dell’umanità. Non di chi li ha chiusi in un armadio, non di chi cerca l’armadio solo per sputtanare chi se ne è ingoiato le chiavi.
Puoi presentarci gli strumentisti che ti hanno affiancato nell’incisione del CD?
Chi ha collaborato al disco lo ha fatto dimostrandomi la grande differenza che esiste tra musicisti (loro) e suonatori (io). Da loro ho imparato, con loro ho suonato ed ascoltato all’infinito ogni nuovo arrangiamento, ogni linea melodica. Tutti hanno partecipato condividendo con me non solo le ore di studio, ma anche e soprattutto l’amore per la musica e l’interesse emozionato per questa incredibile vicenda. Forse anche grazie alla congiuntura di intenzioni ed approcci simili il risultato è così profondo. Davide Lasala – chitarrista per forza, fonico per professione! – ha creato con me ogni arrangiamento aggiungendo colore, cancellando, picchiando o accarezzando a seconda dei momenti. A lui, senza dubbio, va prima che ad ogni altro la mia riconoscenza.
Come hai abbandonato le grezze e aggressive sonorità rock degli Atarassia a favore di arrangiamenti molto più curati ?
Ho sempre coltivato anche il mio lato meno “rumoroso”, più intimo. All’ingresso di casa mia ti accolgono due quadri che ritraggono Joe Strummer e De Andrè. Che non sono il diavolo e l’acqua santa, ma due modi diversi di bere lo stesso vino.
In alcuni brani emerge palese l’influenza di De Andrè. E’ a lui che ti sei ispirato?
No. Anche se l’influenza dei miei ascolti più frequenti è inevitabile. Spero comunque che chiunque possa considerarle sempre e solo influenze e non emulazioni.
Di Giulio Bianchi
Neri e Gianna, vita e morte di due partigiani
combattenti nel disco di Filippo Andreani
Abbiamo parlato con Filippo Andreani, già front man nella nota band di alternative rock Atarassia, del suo esordio discografico solista: “La storia sbagliata”, che narra la vicenda di Luca Canali (Neri) e Giuseppina Tuissi (Gianna), partigiani attivi a Como e protagonisti di una vicenda emozionante. Un’ opera di assoluto valore anche fuori dall’ambito artistico locale, curatissima nei testi e matura musicalmente nel suo perfetto equilibro tra sonorità elettriche ed acustiche.
Per visualizzare l’articolo completo effettua la registrazione.
Condividi
Non è Luca Canali ma Luigi, il nome del Capitano Neri!