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LIBRI: DEDICATO A BARCELLONA

0 Commenti 19 luglio 2010

LIBRI: DEDICATO A BARCELLONA
Percorsi storici, artistici, culturali, gastronomici, perchè non pensare anche ad una sorta di itinerario letterario che celebri barrios, ramblas, monumenti, personaggi di Barcellona?
A cominciare da un grande: [1] George Orwell e il suo “Omaggio alla Catalogna”, il suo personale resoconto della guerra civile spagnola a cui lo scrittore partecipò dal dicembre ’36 al giugno ’37.
Il suo racconto/testimonianza è appassionato, sincero, lucido e onesto, con un pizzico di speranza anche nei momenti peggiori: “Le foglie dei pioppi bianchi che delimitavano le nostre trincee sfiorarono la mia faccia; io pensai che era una buona cosa essere vivo in un mondo dove i pioppi bianchi crescono”.
« È una vera fortuna scoprire una seconda città oltre la propria che diventi una vera città natale… Una quarantina di anni fa ho avuto un colpo di fortuna: ho incontrato Barcellona » così scriveva nel 2005 nel suo [2] “Barcellona l’incantatrice”, il critico d’arte australiano residente a New York, Robert Hughes che, grazie ai piaceri semplici ma “corposi” della cucina catalana o al girovagare nelle viuzze dei barrios alla ricerca di luoghi ispiratori, ha trovato in Barcellona una città affascinante “dove non ci si stanca mai di tornare…….e tornare.”
Se cerchiamo invece un punto di vista femminile non possiamo dimenticare perlomeno due autrici:
- Mercé Rodoreda con [3] “La piazza del diamante” : la storia di una vita, quella di Natàlia, fatta di gesti quotidiani, di avvenimenti insignificanti, di poche parole, come se lei non potesse permettersi il lusso di pensare ai sentimenti, anche se sentimenti e passione pervadono tutto il romanzo. “Ero come una casa quando vengono gli uomini del trasloco e mettono tutto sottosopra. Così ero io dentro: con gli armadi in anticamera e le sedie gambe all’aria e tazze per terra da avvolgere con la carta e metterle in una cassa con la paglia, e il divano e il letto disfatti e in piedi contro la parete e ogni cosa in disordine”;
- [4] Alicia Gimenez Bartlett con i suoi ormai numerosi gialli che hanno come protagonista Petra Delicado, un’ispettrice della polizia di Barcellona, spalleggiata dal suo fido collaboratore, il viceispettore Fermin Garzon. Petra è una femminista convinta, testarda, con due matrimoni alle spalle, da lei sciolti deliberata-

Di Alessandra Tettamanti

Percorsi storici, artistici, culturali, gastronomici, perchè non pensare anche ad una sorta di itinerario letterario che celebri barrios, ramblas, monumenti, personaggi di Barcellona?

A cominciare da un grande: [1] George Orwell e il suo “Omaggio alla Catalogna”, il suo personale resoconto della guerra civile spagnola a cui lo scrittore partecipò dal dicembre ’36 al giugno ’37.

Il suo racconto/testimonianza è appassionato, sincero, lucido e onesto, con un pizzico di speranza anche nei momenti peggiori: “Le foglie dei pioppi bianchi che delimitavano le nostre trincee sfiorarono la mia faccia; io pensai che era una buona cosa essere vivo in un mondo dove i pioppi bianchi crescono”.

« È una vera fortuna scoprire una seconda città oltre la propria che diventi una vera città natale… Una quarantina di anni fa ho avuto un colpo di fortuna: ho incontrato Barcellona » così scriveva nel 2005 nel suo [2] “Barcellona l’incantatrice”, il critico d’arte australiano residente a New York, Robert Hughes che, grazie ai piaceri semplici ma “corposi” della cucina catalana o al girovagare nelle viuzze dei barrios alla ricerca di luoghi ispiratori, ha trovato in Barcellona una città affascinante “dove non ci si stanca mai di tornare…….e tornare.”

Se cerchiamo invece un punto di vista femminile non possiamo dimenticare perlomeno due autrici:

- Mercé Rodoreda con [3] “La piazza del diamante” : la storia di una vita, quella di Natàlia, fatta di gesti quotidiani, di avvenimenti insignificanti, di poche parole, come se lei non potesse permettersi il lusso di pensare ai sentimenti, anche se sentimenti e passione pervadono tutto il romanzo. “Ero come una casa quando vengono gli uomini del trasloco e mettono tutto sottosopra. Così ero io dentro: con gli armadi in anticamera e le sedie gambe all’aria e tazze per terra da avvolgere con la carta e metterle in una cassa con la paglia, e il divano e il letto disfatti e in piedi contro la parete e ogni cosa in disordine”;

- [4] Alicia Gimenez Bartlett con i suoi ormai numerosi gialli che hanno come protagonista Petra Delicado, un’ispettrice della polizia di Barcellona, spalleggiata dal suo fido collaboratore, il viceispettore Fermin Garzon. Petra è una femminista convinta, testarda, con due matrimoni alle spalle, da lei sciolti deliberatamente perché “non volevo vedere nessuno declinare accanto a me, né avere un testimone del mio declino”. Forte, battagliera, spietata negli interrogatori, ama giardinaggio e musica sinfonica ma non rinuncia all’occorrenza a fumo, alcol o ad una “sana” avventura. I battibecchi ironici e irriverenti tra Petra e il suo vice Firmin, danno spessore  ai protagonisti e alle situazioni, sovvertendo e arricchendo lo schema classico del giallo.

Romanzi gialli, noir e racconti di mistero, trovano spesso nel capoluogo catalano una location perfetta. Gli esempi non mancano:

- [5] Manuel Vazquez Montalban dalla cui penna è nato il detective gourmet Pepe Carvalho, che prova a spiegarsi la vita attraverso le sue passioni gastronomiche. La sua è una Barcellona curiosa, fuori dai soliti itinerari, tra le bancarelle e i bar della Boqueria, nelle strade e nei locali del Barrio Chino e della città vecchia.  Il personaggio di Pepe Carvalho è ironico, colto, cinico, ma anche appassionato e curioso, ha con la cucina un rapporto intenso e le sue avventure sono scandite dai piatti che il protagonista ama cucinare e gustare in compagnia di persone che li sappiano apprezzare.

- [6] Esteban Martin e Andreu Carranza con “La chiave Gaudì”: una storia adatta a tutti coloro che hanno amato il “Codice da Vinci”. Siamo (inutile dirlo) a Barcellona, 1926. Una sera di giugno, Antoni Gaudí muore travolto da un tram. Fatalità? Incidente? Omicidio? Ottant’anni più tardi, Juan Givell, ormai gravemente malato, confida a  sua nipote Maria un segreto mantenuto per tanto tempo: “Ero con Gaudí il giorno che lo uccisero”. Insieme a queste parole le consegna una strana chiave che deve condurla al segreto meglio conservato del grande architetto….

- [7] Ildefonso Falcones con “La cattedrale del mare”, ambientato nell’umile quartiere della Ribera nel XIV secolo. Un romanzo storico, un giallo, un libro d’amore, di passione, di grandi sentimenti ed emozioni. Protagonisti sono il piccolo Arnau e la grande chiesa in costruzione, Santa Maria del Mar, che sarà il fulcro di tutte le tormentate vicende dell’esistenza di Arnau. Ma c’è di più: la condizione della donna tristemente sottomessa all’uomo, gli anni bui della chiesa, l’inquisizione, il feudalesimo, le prime lotte dei contadini per la libertà, le pene per un amore che i pregiudizi del tempo vorrebbero condannare…..

- [8] Francisco Gonzales  Ledesma con “Mistero di strada”: dalle Ramblas al Barrio Chino, da Fobie Sec su a Montju’ic, sino alle spiagge della Barceloneta, si muovono il vecchio e duro poliziotto Mèndez, con il sogno di salvare il mondo da se stesso; David, padre deluso dalla vita dopo la morte del figlio; Eva, nata nel posto e nel momento sbagliati…..l’assassino nonché imprenditore senza scrupoli; puttane giovani e vecchie dal cuore d’oro. Sullo sfondo una Barcellona che ha perso la sua anima, il suo orgoglio, perché “con gli anni si impara a non pensare con il cuore perché inganna sempre, a non pensare con la testa perché ci saranno sempre teste più potenti. Con gli anni si impara a pensare con la pancia, che non tradisce mai ed è la tua”.

- [9] Carlos Ruiz Zafon  con i suoi capolavori dedicati alla città catalana: Marina, L’ombra del vento e Il gioco dell’angelo. Si tratta sempre di vicende intricate, avvincenti e coinvolgenti, che vanno avanti e indietro nel tempo. C’è sempre una donna fatale, un’immagine ritrovata o una musica ascoltata, qualcuno dal passato misterioso, l’amore per i libri e la scrittura, vecchi palazzi che trasudano storia e misteri…

- Marc Pastor con “La maledetta”, liberamente ispirato ad un fatto realmente accaduto nella Barcellona dei primi novecento: la storia della famigerata “vampira del carrer Ponent” e degli otto bambini, figli di prostitute, scomparsi nel nulla….

Ma se Barcellona riscuote così tanto successo a livello mondiale, piacerà addirittura anche a chi viene da un altro pianeta? Pare proprio di sì.

A confermarcelo è Eduardo Mendoza in “Nessuna notizia da Gurb”. 120 pagine divertenti e paradossali di una missione aliena in terra spagnola. È proprio l’alieno la voce narrante di questa storia, obbligato suo malgrado a mimetizzarsi nella folla per ritrovare appunto il compagno di missione Gurb, misteriosamente smarrito.

E’ un susseguirsi di situazioni al limite del grottesco, utilizzate in chiave satirica per criticare di volta in volta usi, costumi e manie e assurdità della modernità. L’alieno, però, nonostante le disavventure e i continui attentati alla sua inguaribile fiducia nei confronti del prossimo, impara a vivere, oltre che a sopravvivere sulla terra, e scopre che l’imperfezione degli uomini e la loro imprevedibilità ne costituiscono anche l’aspetto più piacevole e divertente.

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