LA STORIA. Dopo anni di silenzio riapre il primo museo futurista voluto con forza e determinazione da Fortunato Depero per dare un degno alloggio alle sue numerose opere.
Il desiderio dell’artista di creare un museo monografico – nonostante in vita avesse aderito al rifiuto futurista per qualsiasi forma o struttura che imprigionasse l’arte – risale agli anni ‘50, quando tornato da New York nella sua Rovereto, si impegnò con ogni energia per realizzare il proprio progetto. Così, dopo anni di trattative con il Comune, fu individuato l’edificio – l’ex Banco di Pegni – destinato a diventare la sua Casa.
Il progetto museografico fu elaborato personalmente tra il 1957 e il 1959 da Depero, il quale vi si dedicò instancabilmente come testimoniano i numerosi schizzi che si riferiscono alla struttura, all’arredamento, alle decorazioni e ai rivestimenti del museo.
L’artista destinò l’entrata all’esposizione di incisioni, riproduzioni e fotografie. Una grande sala, invece, fu progettata per accogliere le sue pubblicazioni e gli “echi della stampa”, mentre, sempre al piano terra, due sale furono dedicate alla celebrazione della storia di Rovereto e al settore della sua opera grafica.
Il 1 agosto 1959 il museo aprì alla sola presenza delle autorità cittadine e dell’artista.
L’inaugurazione ufficiale, annunciata per il mese di settembre, non ebbe mai luogo: Depero morì il 29 novembre 1960. Nel 1989, il Museo Depero divenne parte integrante del Mart.
IL RESTAURO E LA RIAPERTURA. Lo scorso anno, dopo il restauro dell’architetto Renato Rizzi, con un nuovo progetto museografico a cura di Gabriella Belli, direttrice del Mart, l’edificio torna ad aprire le sue porte e a far conoscere un mondo fiammeggiante di forme e colori.
Grazie all’acquisizione dell’adiacente Casa Caden, che ha permesso l’ingresso da via Portici attraverso una corte interna, il museo può oggi avvalersi di un importante ampliamento con nuovi servizi come il guardaroba, il bookshop e una caffetteria.
Lo spazio occupato dall’esposizione permanente è di 300 mq., una superficie non grande ma che consente, grazie alla nuova organizzazione dei collegamenti verticali e al recupero di aree in origine destinate a piccoli depositi, la creazione di un display cronologico e tematico di grande interesse.
Le zone originali progettate da Depero a piano terra sono state completamente restaurate e conservate, mentre negli spazi al primo e secondo piano, che l’artista non era riuscito a com-
LA STORIA. Dopo anni di silenzio riapre il primo museo futurista voluto con forza e determinazione da Fortunato Depero per dare un degno alloggio alle sue numerose opere.
Il desiderio dell’artista di creare un museo monografico – nonostante in vita avesse aderito al rifiuto futurista per qualsiasi forma o struttura che imprigionasse l’arte – risale agli anni ‘50, quando tornato da New York nella sua Rovereto, si impegnò con ogni energia per realizzare il proprio progetto. Così, dopo anni di trattative con il Comune, fu individuato l’edificio – l’ex Banco di Pegni – destinato a diventare la sua Casa.
Il progetto museografico fu elaborato personalmente tra il 1957 e il 1959 da Depero, il quale vi si dedicò instancabilmente come testimoniano i numerosi schizzi che si riferiscono alla struttura, all’arredamento, alle decorazioni e ai rivestimenti del museo.
L’artista destinò l’entrata all’esposizione di incisioni, riproduzioni e fotografie. Una grande sala, invece, fu progettata per accogliere le sue pubblicazioni e gli “echi della stampa”, mentre, sempre al piano terra, due sale furono dedicate alla celebrazione della storia di Rovereto e al settore della sua opera grafica.
Il 1 agosto 1959 il museo aprì alla sola presenza delle autorità cittadine e dell’artista.
L’inaugurazione ufficiale, annunciata per il mese di settembre, non ebbe mai luogo: Depero morì il 29 novembre 1960. Nel 1989, il Museo Depero divenne parte integrante del Mart.
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