A cura di Roberto Uboldi
Esaltare il ruolo che l’arte comica visuale ha avuto nella cultura e nel sociale, soprattutto in Inghilterra: questo lo scopo prefissato dalla mostra “Rude Britannia: British Comic Art” in cartello fino al 5 Settembre alla prestigiosa Tate Gallery di Londra. Non solo fumetti e vignette, in una esibizione che esplora le diverse forme artistiche, includendo dipinti, disegni, sculture, pellicole, fotografie e installazioni, come quella che vedete nella pagina a sinistra e che raffigura uno dei personaggi chiave della cultura anglosassone, Margaret Tatcher, nelle fattezze di un pupazzo di gommapiuma utilizzato nel celebre show televisivo “Spitting Image”, vera perla della comicità anni ’80 made in UK. La vasta rassegna visuale distende il proprio campo di interesse dal 1600 fino agli artisti a noi contemporanei, seguendo 4 gruppi tematici la cui scelta è stata supervisionata da altrettanti pilastri della cultura comica. Gerald Scarfe, di cui ricorderete i disegni animati in “The Wall”, si è occupato della sezione dedicata alla satira politica; Harry Hill, ex medico poi divenuto celebre in radio e tv, ha curato una sezione dedicata all’assurdo, un tema comico molto ben radicato nel tessuto culturale anglosassone; Steve Bell, vignettista del “Guardian” e i vignettisti del Viz Magazine hanno supervisionato due sezioni dedicate alla comicità nel sociale.
“Rude Britannia” ci permette, grazie alla vastità e complessità dei temi, di scoprire o forse interpretare meglio il ruolo di spicco che la comicità anglosassone ha avuto nelle correnti culturali e artistiche ancor prima della nascita di un tessuto sociale borghese o della rivoluzione industriale. Se avrete modo di visitare Londra quest’estate, gironzolando nelle sale della Tate apprezzerete il lavoro dei curatori che hanno potuto mettere a confronto secoli diversi e diverse forme artistiche, scoprendo quella che definiremmo una verve comica all’inglese, tutta basata sul prendersi poco sul serio e sullo scherno ai potenti di turno. La mostra, organizzata da Martin Myrone, curatore della Tate, Cedar Lewisohn, programmatore degli eventi, Tim Batchelor, assistente curatore, è accompagnata anche da un libro prodotto dalla Tate Publishing.
Per informazioni: www.tate.org.uk
Condividi





















